Roberto Abbado

Music Director at Palau de les Arts Reina Sofía in Valencia
Artistic Partner at St. Paul Chamber Orchestra

Biography

Recently appointed as the Music Director at Palau de les Arts Reina Sofía in Valencia, and acclaimed as “a conductor you want to hear again and again”, Roberto Abbado’s crisp, dramatic music-making, instinctive lyricism and evocative command of varied composers and styles have made him an esteemed conductor among orchestras and opera companies today. He is both a sophisticated and energetic conductor, which, combined with superb communicative skills have made him a favourite among musicians and public alike.

In 2009 Mr. Abbado was honoured with the “Franco Abbiati” award of the National Association of Italian Music Critics – Italy’s most prestigious classical music award – as Conductor of the Year, “for the maturity of interpretation and for his breadth and curiosity of repertoire, in which he has delivered remarkable results and an intensity which was manifested in La Clemenza di Tito by Mozart (Teatro Regio Torino) executed using classical period performance practices; in the contemporary opera Phaedra by Hans Werner Henze (Maggio Musicale Fiorentino); in Rossini’s Ermione (Rossini Opera Festival, Pesaro); and for the rare Der Vampyr of Heinrich Marschner (Teatro Comunale Bologna)”. Read more

Reviews

“Abbado’s reading was masterful, resulting in a performance rich in mystery, power and detail. Yet it was also strikingly direct and well-phrased, allowing the music – and the virtuosity of the CSO’s musicians – to shine.”

Janell Gelfand

Cincinnati.com

“Con questo Macbeth Roberto Abbado passa dallo stato di ottimo direttore a quello di grande direttore.”

Paolo Isotta

Corriere della Sera

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“Con questo Macbeth Roberto Abbado passa dallo stato di ottimo direttore a quello di grande direttore.”

Paolo Isotta, Corriere della Sera

“Abbado plumbs the depths of thirty-five-year-old Berlioz’ orchestral innovations with the exquisite gestures of an engraver […] Variety is the name of the game in his Cellini, and Abbado meticulously seconds this taste for surprises – albeit invariably elegant, without excess or programmatic extravagance.”

Carla Moreni, Il Sole 24 Ore

“Abbado’s reading was masterful, resulting in a performance rich in mystery, power and detail. Yet it was also strikingly direct and well-phrased, allowing the music – and the virtuosity of the CSO’s musicians – to shine.”

Janell Gelfand, Cincinnati.com

“A dirigere un grande allestimento non poteva che ergersi sul podio un grande direttore: Roberto Abbado, garanzia di intelligenza musicale, bacchetta eccellente. Abbado risalta l’allure brillante della partitura, la sottile, intricata trama sonora che Berlioz e pochi altri hanno saputo creare, un autentico sbalzo aureo in musica. Questa perfezione estetico-timbrica è coniugata a un perfetto controllo e senso agogico della partitura: Abbado non annoia mai, sa condurre perfettamente coro e voci, sa valorizzare affreschi spesso di difficile lettura.”

Stefano Ceccarelli, L’Ape Musicale

“Conductor Roberto Abbado offered breadth and sympathy to the Berlioz score.”

Michael Milenski, Opera Today

“La ripresa dell’allestimento bolognese del 2013 con locandina pressoché invariata si rivela ricca di sorprese grazie […] alla magnifica concertazione di un Roberto Abbado colto in un momento di formidabile maturità artistica. […] Abbado realizza un equilibrio raro, lascia fluire tempi e accenti con un controllo mirabile quanto discreto, ché nulla sembra sfuggire al suo disegno, ma nemmeno imbrigliarsi in un rigore imposto. La trina iridescente scandita da finissima sensibilità ritmica dispiega il dramma con puro senso di necessità musicale e teatrale insieme, sempre giusto nel registro, nel tono, nell’incedere retorico e nel gesto sonoro, puntuale nel colore e nella trama dei sottintesi, coinvolgente e intrigante senza mai scadere nell’autoreferenzialità, senza mai uscire dalla misura del gusto e dell’eleganza con alcunché di ridondante. Abbado è il trionfatore per quel che concerne la prima partitura, quella verdiana, e, di conseguenza, è il vero protagonista e l’autentica colonna portante dello spettacolo […]”

Roberta Pedrotti, L’Ape Musicale

“Sul podio dell’eccellente Orchestra scaligera, Roberto Abbado ha dato vita ad una lettura del capolavoro rossiniano di straordinaria forza musicale, in cui la luminosa poesia delle pastellate sfumature si univa al vibrante vigore di un’energia trascinanate; una sorta di vento romantico e rude al medesimo tempo che agitava la straordinaria tavolozza pittorica creata da Abbado, tra il prezioso gioco dei rubati e l’accompagnamento di duetti, terzetti, arie, rondò che si faceva “canto” insieme a quello dell’artista in scena, in un unico intento, con un’unica tensione interpretativa, e tutto a maggior gloria di Rossini. Grande bacchetta alla guida di una vera festa della musica e del canto. ”

Nicola Salmoiraghi, L’Opera

“… Il merito del successo… va dunque a Roberto Abbado, che dal podio ha condotto i complessi dell’Opera di Roma… a una prestazione maiuscola in un lavoro della non breve durata di oltre tre ore… , scoprendo in questa partitura il gusto europeo che aveva mosso Ponchielli, la preoccupazione di portare dentro un’opera lirica anche il linguaggio sinfonico, la capacità di creare grandi arcate musicali dove una vicenda di passioni oscure alla Victor Hugo si srotolasse tenebrosa, e infine un’attenzione alla ricchezza e alla funzionalità dell’orchestrazione. L’esito è una esecuzione molto più divertente, musicalmente varia e sfaccettata di quanto la tradizione ci offra, confermando Roberto Abbado come uno dei nostri direttori più intelligenti e raffinati…”

Luca Del Fra, L’Unità

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